Il co-finanziamento federale sostiene due studi pluriennali sul consumo di prugne secche e la salute delle donne di mezza età, proseguendo un percorso di ricerca che da decenni ne conferma il ruolo come alleate del benessere osseo.

Il California Prune Board (CPB) ha annunciato che due importanti progetti di ricerca dedicati alla salute delle ossa nelle donne hanno ricevuto un co-finanziamento federale dal National Institute of Food and Agriculture (NIFA) del Dipartimento dell’Agricoltura degli Stati Uniti (USDA). Grazie a questa collaborazione, il CPB contribuisce a sostenere studi accademici che approfondiscono il legame tra il consumo di prugne secche e la salute delle ossa. I due progetti, avviati presso la Penn State University e la San Diego State University, esamineranno se il consumo quotidiano di prugne secche possa aiutare a rallentare o prevenire la significativa perdita ossea che molte donne sperimentano durante la transizione verso la menopausa.

“Questo risultato conferma il valore dell’impegno costante del nostro settore nella ricerca scientifica di qualità,” ha dichiarato Donn Zea, Executive Director del California Prune Board. “Grazie al co-finanziamento federale moltiplichiamo l’impatto degli investimenti dei produttori, sosteniamo l’agricoltura americana e rafforziamo le evidenze scientifiche che dimostrano come le prugne secche possano essere un valido strumento di prevenzione. Questo non solo valorizza il lavoro svolto, ma apre anche nuove opportunità di dialogo con istituzioni, professionisti della salute e consumatori, sempre più attenti a soluzioni buone, salutari e basate su solide prove scientifiche.”

Un momento chiave per la salute ossea delle donne

I nuovi studi si concentreranno sulla fase della transmenopausa: un periodo di circa tre anni in cui le donne passano dalla perimenopausa avanzata alla post-menopausa precoce, sperimentando la più rapida perdita di massa ossea della loro vita. Questa fase, spesso trascurata nella ricerca nutrizionale, rappresenta invece un momento cruciale per la prevenzione.

Ricerche precedenti hanno già evidenziato come le prugne secche possano contribuire a limitare la perdita ossea nelle donne in post-menopausa. I nuovi studi intendono compiere un ulteriore passo avanti, verificando se il consumo quotidiano di prugne secche possa prevenire la perdita ossea prima che diventi irreversibile.

  • Penn State University: Prevention Strategy for the Indication of Prune Consumption in Perimenopausal Women: Can Prunes Attenuate Bone Loss? Coordinato dalla Dott.ssa Mary Jane De Souza, questo studio di 18 mesi analizzerà gli effetti del consumo di prugne secche durante la transmenopausa sulla salute delle ossa.
  • San Diego State University: Optimizing Prune Consumption for Late Peri-Menopausal Health: A Two-Year Intervention. Guidato dalla Dott.ssa Shirin Hooshmand, questo studio di 24 mesi valuterà l’impatto del consumo di prugne secche sulla densità ossea e su altri indicatori di salute generale.

Entrambe le ricerche includeranno anche la valutazione di parametri legati all’infiammazione e al microbiota intestinale, per offrire una visione più completa del ruolo delle prugne secche nel benessere femminile.

Un possibile impatto sulla salute pubblica

L’osteoporosi colpisce oltre 10 milioni di americani, provocando più di due milioni di fratture ogni anno e generando costi sanitari superiori a 50 miliardi di dollari. Anche una riduzione minima del rischio di fratture potrebbe tradursi in un risparmio economico significativo.

“Per le donne che cercano soluzioni di benessere complementari ai trattamenti tradizionali, questi studi potrebbero rappresentare un punto di svolta,” ha aggiunto Zea. “Le prugne secche sono un alimento completo, ricco di nutrienti, pratico e facilmente reperibile. Se queste ricerche confermeranno il loro ruolo nella prevenzione della perdita ossea in questa fase così delicata, l’impatto sulla salute pubblica e sull’economia potrebbe essere davvero notevole.”

Una lunga tradizione di ricerca nutrizionale

Dei 10 milioni di dollari assegnati dal NIFA a 23 progetti di ricerca, oltre 2 milioni sono stati destinati agli studi sulle Prugne della California. Questo finanziamento si inserisce nella lunga tradizione del California Prune Board, che da decenni promuove ricerche rigorose e supportate dalla comunità scientifica per consolidare il ruolo delle prugne secche nella salute delle ossa e nell’invecchiamento sano.

Tra i contributi più rilevanti si distingue The Prune Study, il più ampio studio clinico mai condotto sulla relazione tra le prugne secche e la salute ossea. Condotto su 235 donne, è stato il primo a dimostrare che il consumo quotidiano di prugne secche contribuisce a preservare la densità minerale ossea e a ridurre il rischio di fratture all’anca, una delle fratture più comuni e debilitanti con l’avanzare dell’età.

Il primo articolo di The Prune Study, pubblicato sull’American Journal of Clinical Nutrition nel 2022, ha mostrato che il consumo di 5-6 prugne secche al giorno aiuta a mantenere la densità minerale ossea e a ridurre il rischio di fratture nelle donne in post-menopausa. Ulteriori pubblicazioni scientifiche derivate dallo studio hanno poi confermato il ruolo unico delle prugne secche come approccio nutrizionale alla salute delle ossa.